TI PONGO UNA DOMANDA

Anche il pescatore lo sa: con la rete si raccoglie di più che con l’amo. Allora: Perché l’idea di fare rete ti spaventa così tanto?

Dando per assodato che il dono dell’ubiquità per gestire al meglio vigna, cantina e relazioni commerciali non ce l’hanno dato; avendo capito che le risorse – mentali e finanziarie – sono limitate, a volte insufficienti; non potendo più ignorare che i tempi sono complessi e le risposte a questa “crisi” non le ha in tasca nessuno…cosa potresti fare?

Una prima idea potrebbe essere quella di condividere questo carico da 90 con qualcunə. E – sorpresa sorpresa – quel qualcunə potrebbero essere i collegh*. Hai presente quegli alieni che condividono la tua professione, ma in toto eh? Gioie e dolori.

Così facendo, potresti ad esempio scoprire che due vignaiol* presi singolarmente non riescono a gestire come vorrebbero la loro attività, mentre se collaborano finiscono pure per avanzare del tempo.

Pensa addirittura che due vignaiol* potrebbero decidere di partecipare assieme a quell’evento che, da soli, non si sarebbero potuti permettere, ma che improvvisamente diventa appetibile se fatto in coppia. E se, anziché due, i vignaiol* fossero tre, o magari cinque, a quell’evento potrebbero addirittura presentarsi con una postazione curata e distintiva ed organizzare una masterclass per i clienti HO.RE.CA.

Questi sono solo due esempi – nemmeno particolarmente sofisticati – di cosa significhi collaborare e del suo potenziale: semplificando al massimo, lavorare insieme significa moltiplicare – anche di molto – le occasioni e le probabilità di successo.

E non c’è una ricetta unica per “fare rete”: questo significa che, sì, si può collaborare sul piano promozionale, ma lo si può fare anche in ambito formativo, commerciale, comunicativo, addirittura sociale – solo per fare alcuni esempi.

Complesso? Sicuramente! Ma non pericoloso quanto stare con le mani in mano, sperando che la tempesta passi.

E tu: hai qualche esempio virtuoso di collaborazione? Ti leggo nei commenti.

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