Inutile nasconderci dietro schermo e tastiera e fingere che vada tutto bene. C’è un “sentiment” condiviso di preoccupazione nel nostro settore e sì, direi che la cosa è ragionevole. Il cambiamento climatico, le economie traballanti, situazioni geopolitiche delicate, le tendenze salutistiche globali e la conseguente demonizzazione degli alcolici, lo scarso engagement delle nuove generazioni nei confronti del vino ed un quadro socio-culturale sempre più sfaccettato, stratificato ed in costante evoluzione: le sfide del futuro sono numerose, complesse e sicuramente sfuggono al nostro controllo.
Se pensi che la sfida sia troppo grande per la tua piccola realtà e la tua strategia è la “vigile attesa” nella speranza che tutto passi, mi spiace darti un’altra brutta notizia: il rischio è che a passare siate tu e la tua azienda.
“Eh ma, io mica posso risolvere i problemi del mondo!”. Quelli del mondo no, ma quelli della tua cantina sì! E sai qual è il segreto per affrontare le sfide più complesse? Gli anglofoni – che ereditano questo approccio direttamente dalla loro lingua – direbbero: Keep it simple! Insomma, affronta la complessità attraverso la semplicità: togliere, “potare” dove c’è bisogno, per tornare alla origini e lasciare spazio a nuovi rami. Sottolineo: tornare alle origini, non tornare indietro.
E quali sono le origini di un’azienda se non l’idea, l’aspirazione, la visione che danno l’impulso per partire e che, col passare del tempo, diventano Brand?
Ecco quello che oggi ti suggerisco, carə vignaiolə: torna al Brand! Torna a quell’asset inimitabile di valori che caratterizzano la tua azienda e la tua produzione. Torna a produrre, comunicare e vendere un’aspirazione, un sogno! Torna a far brillare la tua promessa di marca, arricchendo il tuo lavoro di attributi materiali ed immateriali, emozioni, esperienza e partecipazione.
Se non ti avessi convinto, concludo citando Howard Schultz, ex AD di Starbucks che ci ispira ed incoraggia con queste parole:
“In questa società in continua evoluzione, i marchi più potenti e duraturi sono costruiti col cuore. Sono reali e sostenibili. Le loro basi sono solide perché sono costruite con la forza dello spirito umano e non su una campagna pubblicitaria. Le società più durature sono quelle autentiche”.